Maschi&Femmine Emancipazione delle Pari Opportunità merito della Chiara Marciani

"Pari Opportunità", cosa vuol dire? Dare le stesse possibilità di emergere o di non soccumbere a qualsiasi individuo della Società, senza distinzione, di razza, di orientamento religioso, di sesso. Questo dovrebbe essere ed invece è molto spesso, "nell'immaginario collettico" e nella "attuazione"; una forma di battaglia "sessista" delle donne contro gli uomini. Uguaglianza tra maschi e femmine: E' questo il concetto che deve emergere e sta emergendo in Regione Campania grazie al lavoro dell'Assessore alle Pari Opportunità ed alla Formazione, Chiara Marciani. Due Deleghe "intrecciate", che attraverso la regia della napoletana stanno portando a risultati visibili sul territorio; "formare vuol dire offrire pari opportunità, a ragazzi e ragazze, a uomini e donne, a chi deve entrare nel mondo del lavoro e a chi deve rientrare; essere "formati" vuol dire anche sfuggire alla violenza, alla emarginazione, alla soccombenza e così via ma voglio "focalizzare" l'attenzione sulla "visione delle P. O.). E' fondamentale "uscire" dalla visione "sessista e politicizzata" delle Pari Opportunità, troppo spesso legata alla ideologia della donna, della sinistra radicale, quella del "pugno chiuso". Vincenzo De Luca, Presidente della Giunta, ha avuto una "lungimirante intuizione" affidando l'Assessorato alla Marciani, una donna non certo della sinistra estrema, radicale. E' tempo, nelle Pari Opportunità (un Assessorato, un Ministero che dovrebbe essere "neutri") e non solo, che si esca dallo stereotipo della donna di sinistra, che canta, balla, urla, fuma (tranquilli,normali sigarette), alza il pugno, veste con kefiah, gonne lunghissime ed anfibi, ecco, ci mancherebbe solo la "barba alla Che Guevara"; Certo, capita che vedi la Marciani, in corteo, col cappello viola in tinta con la sciarpa; il viola è anche un "colore politico" ma nel caso dell'Assessore (fa male chi "femminilizza anche i titoli), credo sia solo "pendant", eleganza. Le Pari Opportunità non devono essere una "questione" di "colore politico". Introdurre un Assessorato alle Pari Opportunità era da fare, non solo in Regione ma non deve essere ad "esclusivo appannaggio" della sinistra. Su questa onda, bene il "cambio" all'Ente Provincia di Avellino. Bisogna soltanto lavorare per arrivare a dare Pari Opportunità a tutti. E' naturale che "tutelare" le donne deboli, le donne vittime di violenza, come scrivemmo qualche giorno fa, vittime dell'arcaismo malato dell'uomo debba essere un "principio" ma lo stesso fatto che si parli di "principio"  è sinonimo di una Società debole. Una Societa, come quella Occidendale, quindi qualle italiana, campana, che è "costretta" a fare queste "battaglie", è "arretrata" più di quanto si pensi; Un esmpio. Io non mi sarei battuto per il "femminicidio", non lo farei mentre sosterrei con forza l'istituzione di pene severe, in tutti quei reati "più atroci di altri" ma senza far diventare il "Codice Penale rosa"; Severità e certezza della penna senza distinzioni, anque qui, di sesso, razzo, religione. Le Pari Opportunità, servono e devono servire a questo: a fare in modo che non esista più il "dualismo", uomo-donna ma la concreta parità tra Uomo e Donna. La Società ialiana è maschilista? Probabilmente; Quella del Sud? Quasi certamente ma le donne che credono di fare le "sessantottine", le "figlie dei fiorni" sono il peggior "rimedio". Il "contrasto" non si alimenta ma lo si supera con "intelligenza". Le donne, sono tutte intelligenti? "Le donne non devono essere femministe ma femminili" e con questo "abbattere" la stupidità dell'uomo. Conosco donne che fanno le "femministe" (per me concetto più che fuori tempo, è fuori da ogni logica "moderna, avanza, progressista"), "part-time". Le vedi "battagliare" per le donne solo in occasione di appuntamenti elettorali. "Donne che difendono donne, solo per opportunità politica" quando qualche tempo prima le avevano "massacrate". Queste donne più che impegnarsi in politica o fare le "femministe a convenienza - politica -" farebbero bene a starsene a casa, a cucinare le alici, a "fare la calza", ad accudire i mariti, se li hanno e li amano,  a crescere, ad educare i figli. Non è, il mio, un "attacco di maschilismo" in quanto ho vissuto e vivo tra donne che lavorano. Penso che le donne dovrebbero percepire, almeno due pensioni, quelle da lavoro "fuori casa" e quello "in casa" perchè crescere i figli, accudirli, fare la "casalinga" è un "mestiere" che merita rispetto e senza questa "funzione"  esercitata con maestria la Società sarebbe nello squallore più totale. Quello che non mi piace è "vedere donne che vivono nell'ipocrisia", Donne "movimentiste" che scendono in pazza contro qualcuno ma non contro altri (o non è così?). Accade In Italia, in Campania, ad Avellino. Donne che si riempiono la bocca o riempiono fogli di inchiostro su Malala e poi "attaccano" altre donne, salvo poi stare assieme, ribadiamo per convenienza politica. Queste donne sono, uno dei mali di questo tempo. Ci sono altre donne, da portare ad esempio, come Lucia Fortini, Assessore alla Pubblica istruzione ed alle Politiche Sociali, che sta facendo altrettanto bene mettendo Ordine nei Piani di Zona, spesso "centri di clientelismo" politico (intervista alla Fortini: Svuotare i PdZ dalle clientele La Fortini fa pulizia Sulla Mele: Stima e fiducia). Pesonalmente, le tre Deleghe, Formazione, Pari Opportunità e Politiche Sociali le affiderei alla stessa "mente" in quanto sono "propedeufiche, preparatorie" ed allo steso tempo "sinergiche". Altro esempio, di donna che si occupa di Politiche Sociali con grande passione e competenza è la "nostra" Teresa Mele, Presidende del Piano di Zona con Avellino, comune Capofila. A lei, assegnereri la guida "ad interim" di più Consorzi Sociali. Chiudendo, "trornando" in Regione, suggerirei per il futuro, di "girare" le Deleghe, appunto per uscire dal "femminismo" delle Pari Opportunità. ad un uomo con la Marciani, ad occuparsi di quelle che ha Bonavitacola o Lepore e viceversa (apparentemente una battuta ma è anche un esempio serio). La competenza è importante ed in Regione, nell'assegnazione delle Deleghe è stato, grossomodo rispettato questo "merito", cosa che non accade altrove. Ministri con le "superiori" che devono (certo, c'è lo staff, certo) "impartire ordini" a Magistrati, Medici, Professori Univarsitari. Le Pari Opportunità si vedono anche in questo e da "Roma" non sembra venire il massimo degli esempi. Le Pari Opportunità, a Napoli, con la Marciani, lungo il sentiero giusto.

- fero - Summonte - Data 13/01/2018 - Ora 01:12