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| COMUNI - MERCOGLIANO | |
| Mercogliano. Premio Sette Madonne Sant’Anastasia si candida per il 2027, Villa di Briano “prenota” il 2028 | |
| 04 SETTEMBRE 2026 - Ore 00:24 | |
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Mercogliano. Dalla Casa comunale: Ci sono progetti che nascono in un luogo e altri che, pur mettendo lì le proprie prime radici, sono destinati fin dall’inizio a superarne i confini. La Rete delle Sette Madonne appartiene a questa seconda storia. Dopo la seconda edizione del Premio Sette Madonne, svoltasi il 16 Agosto a Materdomini di Nocera Superiore8 Sa), arriva un nuovo e significativo segnale: l’Amministrazione comunale di Maiori ha manifestato la volontà di entrare a far parte della Rete, portando con sé il patrimonio straordinario di fede, pellegrinaggio e cultura popolare legato alla Madonna dell’Avvocata. Una richiesta che i Comuni della Rete accolgono con particolare gioia, anche per il valore simbolico che assume rispetto alla storia stessa del progetto. La presenza di Maiori (Sa), infatti, era stata immaginata fin dalla fase originaria della Rete. Fu Mercogliano, Comune promotore e capofila, su impulso di Ilaria Di Gaeta, ideatrice della Rete delle Sette Madonne e del Premio e curatrice del percorso che ne ha accompagnato la nascita e lo sviluppo, a individuare già allora nella comunità di Maiori e nella devozione dell’Avvocata uno dei luoghi naturalmente chiamati a dialogare con questo progetto. Da Mercogliano partì, già nella fase di costruzione della Rete, una richiesta rivolta all’Amministrazione comunale di Maiori affinché prendesse parte al percorso comune. Quell’interlocuzione non si tradusse allora in un’adesione formale. Per questo, la volontà espressa oggi dall’Amministrazione di Maiori assume un valore particolarmente profondo: non è soltanto una nuova adesione, ma il ritorno di un legame già immaginato all’origine della Rete, un filo che oggi viene finalmente raccolto e intrecciato alla storia comune delle Sette Madonne. E lo è in una città nella quale la devozione alla Madonna dell’Avvocata conserva ancora un patrimonio vivo di devozione che diviene canto, suono, gestualità e partecipazione collettiva. Lo stesso Comune di Maiori, raccontando il proprio patrimonio culturale, ha ricordato l’Avvocata come una delle Madonne Sorelle della Campania e il complesso rituale popolare legato alla tammurriata. L’ingresso di Maiori rappresenterebbe dunque non una semplice estensione amministrativa, ma l’incontro con una comunità che custodisce una delle espressioni più intense di quella religiosità popolare meridionale che è all’origine stessa della Rete. Una Rete nata dalla volontà di mettere in relazione territori diversi attraverso ciò che per secoli li ha uniti senza bisogno di confini: i cammini dei pellegrini, le feste, le Madonne portate sulle spalle, i canti, le tammorre, le promesse, le salite ai santuari, le memorie familiari tramandate di generazione in generazione. Da Mercogliano a Nocera Superiore: il Premio è diventato itineranteLa richiesta di Maiori giunge a poche settimane dalla conclusione della seconda edizione del Premio Sette Madonne, che quest’anno ha trovato casa a Nocera Superiore, presso Materdomini, dopo la prima edizione celebrata nel 2025 a Mercogliano. Il passaggio da Mercogliano a Nocera Superiore ha rappresentato uno dei momenti più importanti nella giovane storia del progetto: ha dimostrato concretamente che la Rete non appartiene a una sola città, pur riconoscendo a Mercogliano il ruolo di Comune promotore e capofila, ma è un patrimonio che progressivamente viene affidato alle diverse comunità che la compongono. La seconda edizione, dedicata alla memoria di Anna Sellitto, ha riunito amministratori, comunità, artisti, studiosi, protagonisti della tradizione e persone provenienti da territori differenti, trasformando ancora una volta il Premio in un luogo d'incontro prima ancora che di riconoscimento. Il Comune di Nocera Superiore aveva voluto descrivere proprio questo ruolo, definendosi per l'occasione luogo di incontro tra le comunità della Rete, unite dalla devozione mariana e dalla volontà di custodire un comune patrimonio spirituale, storico e culturale. È stata una serata intensa, partecipata, capace di restituire il senso più autentico del Premio: riconoscere coloro che custodiscono, trasformano e consegnano al futuro la cultura popolare, ricordandoci che una tradizione resta viva soltanto quando continua ad essere attraversata dalle persone. Il ringraziamento va innanzitutto al Comune di Nocera Superiore, che ha accolto questa seconda edizione assumendosene con convinzione il ruolo di città ospitante, alla comunità religiosa e al Santuario di Materdomini, agli amministratori e alle amministratrici dei Comuni della Rete, ai rappresentanti dei Santuari e delle realtà religiose, al Comitato Scientifico, agli artisti, ai premiati e alle premiate, alle comunità e alle associazioni presenti, a quanti hanno lavorato all'organizzazione e a tutte le persone che hanno condiviso quella sera. Perché il Premio Sette Madonne non è soltanto ciò che accade sul palco. È soprattutto ciò che quel palco riesce a mettere in relazione. Già tracciato il cammino verso il 2027 e il 2028Ed è stato proprio il palco di Materdomini a consegnare alla Rete altri due segni importanti del suo futuro. Nel corso della serata, infatti, il Comune di Sant’Anastasia (Na) ha manifestato pubblicamente la volontà di accogliere nel proprio territorio l’edizione 2027 del Premio Sette Madonne. Una disponibilità particolarmente significativa perché conferma quella vocazione itinerante immaginata sin dall'origine: ogni anno una delle città diventa per qualche giorno la casa delle altre, accogliendo amministratori, comunità e tradizioni attorno al volto mariano che quella terra custodisce: un diverso appellativo, una diversa storia, ma la stessa Madre. E il cammino sembra voler procedere ancora oltre. Sempre sul palco di Nocera Superiore, il Sindaco di Villa di Briano (Ce) ha voluto simbolicamente “prenotare” l’edizione 2028, esprimendo il desiderio che il Premio possa raggiungere successivamente anche la propria comunità. Mercogliano 2025. Non è soltanto un calendario che comincia a comporsi. È il segno di comunità che desiderano appartenere a una storia comune e, soprattutto, assumersi a turno la responsabilità di custodirla e raccontarla. Una Rete che non vuole chiudersi, ma generare relazioniLa richiesta proveniente da Maiori arriva dunque nel momento forse più significativo. La Rete cresce, le città chiedono di ospitarne il Premio e nuovi territori chiedono di entrarvi. Parallelamente, stanno emergendo nuove interlocuzioni e nuove possibilità di ampliamento della Rete. Tra queste, anche la proposta, avanzata da un amministratore di uno dei Comuni aderenti, di coinvolgere in futuro un’ulteriore città, già legata da rapporti di collaborazione e da una forte condivisione devozionale con uno dei territori della Rete. Un segnale significativo, perché conferma come il progetto stia progressivamente suscitando interesse oltre i confini iniziali e come la Rete possa diventare sempre più uno spazio aperto di incontro tra comunità che riconoscono, nelle proprie storie e nelle proprie tradizioni, radici comuni e possibilità nuove di collaborazione. Ogni eventuale ampliamento sarà naturalmente affidato al dialogo tra i Comuni e ai necessari passaggi istituzionali, mantenendo però intatta la vocazione originaria del progetto: non delimitare un’appartenenza, ma creare connessioni; non costruire confini, ma riconoscere legami. È forse questo uno dei risultati più importanti raggiunti fin qui: la Rete non cresce per semplice ampliamento, ma per riconoscimento. Sono le relazioni storiche, le devozioni condivise, i pellegrinaggi, le prossimità tra le comunità a far emergere, quasi naturalmente, una geografia più ampia di quella inizialmente tracciata. Ed è esattamente la direzione immaginata quando, a Mercogliano, è nata l'intuizione delle Sette Madonne: non creare semplicemente una successione di manifestazioni, ma ricucire una geografia antica, riconoscendo i fili che per secoli hanno attraversato la Campania mettendo in comunicazione costa e montagna, entroterra e pianura, santuari e paesi, cammini e comunità. "Quando abbiamo immaginato la Rete – sottolinea Ilaria Di Gaeta – l'idea era proprio questa: partire dalle Sette Madonne per ritrovare le relazioni profonde che esistevano già prima di noi. Mercogliano ha avuto il privilegio di dare il primo impulso, di trasformare un'intuizione in un progetto e di chiamare intorno allo stesso tavolo le altre comunità. Per questo la richiesta di Maiori ha per me un significato particolare: Maiori era già presente nel disegno originario della Rete e sapere che oggi è la sua Amministrazione a chiedere di entrare significa che quel seme ha continuato a lavorare. Non si tratta di aggiungere semplicemente un Comune. Significa riconoscere un'altra storia, un altro cammino, un'altra comunità dentro una memoria che ci precede e ci unisce". Ora si procederà attraverso i necessari passaggi istituzionali e il confronto tra i Comuni aderenti, continuando parallelamente il lavoro di consolidamento della Rete, la programmazione delle prossime attività e la costruzione delle future edizioni del Premio. Con lo stesso spirito con cui tutto è cominciato: Non appropriarsi delle tradizioni, ma metterle in relazione. Perché forse è proprio questo ciò che le Sette Madonne continuano a raccontare alle nostre comunità: che si può appartenere profondamente a una terra e, nello stesso tempo, riconoscersi nel cammino dell'altra. E oggi quel cammino si allarga ancora. Da Mercogliano a Nocera Superiore, verso Sant’Anastasia e Villa di Briano, fino al mare di Maiori: terre diverse, passi diversi, una stessa antica memoria che continua a farsi comunità. |
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| Comunicato Stampa - Mercogliano - 04 SETTEMBRE 2026 - Ore 00:24 | |
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