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Congresso PD; Del Basso De Caro "complice" della "caduta" di De Blasio?!

Dopo le Elezioni Politiche che hanno segnato il crollo del PD in Irpinia è cominciata di nuovo la "bagarre" sul Congresso provinciale. Un "assurdo" visto che ci sono le dimissioni del Segretario nazionale Matteo Renzi (date a modo suo, lasciamo perdere) ed ipotesi diverse sul tavolo. Evitare la "fine di un sogno", quello di Walter Veltroni che immaginava un partito a vocazione maggioritaria sembra cosa molto difficile ma qualcuno vorrebbe provarci. Cosa fare? Demolire totalmente o provare una ristrutturazione? Non c'è una risposta a questa domanda, non c'è una vera, per non dire seria, analisi politica della sconfitta e così bisogna pensarla se si dice, come ha fatto Renzi che votare dopo il Referendum sulle Riforme, quello "straperso" avrebbe evitato questa "debacle". Per provare a ripartire in un qualche modo il PD, deve "liberarsi" dell'attuale Segretario (già al secondo mandato dal 30 Aprile 2017, ecco perchè, sono tutti o quasi, "colpevoli") e devono trovare il coraggio di parlare quelli che sono o credono di essere o vengono, magari erroneamente ritenuti dei leaders e queste voci devono "levarsi" anche dalla Campania e dall'Irpinia, cosa che sino ad oggi non si fa. Si parla di nuovo di Congreso provinciale (Avellino) e come lo si fa? Scaricando le responsabilità. Per provare a "ragionare e a distendere gli animi" bisogna fare tutti un "bagno di umiltà" ed i primi a doverlo farlo sono quelli dell'area legata ad Umberto Del Basso De Caro, rieletto parlamentare (ex Sottosegretario alle Infrastrutture). Perchè diciamo questo? Semplice, partiamo dalla ricostruzione fornita da elementi "parte in causa", soggeti dei quali non faremo nomi ma si intenderà facilmente chi essi siano. Carmine De Blasio si è dimesso, quindi tecnicamente non è stato "disarcionato" anche se di fatto i numeri per governare il partito con serenità non vi erano e di quello "stallo" che portò due anni fa alla fine di quella esperienza, sono un pò tutti. Del Basso De Caro a quanto ci è stato raccontato già circa due anni addietro e ribadito a più riprese, anche ultimamente, non è, non sarebbe esente da colpe. Qualcuno (donna o uomo, sta a voi capire), "pezzo" importantissimo di quella Segreteria (una sorta di Segretario/a ombra) ha, avrebbe, secondo voci dirette ed indirette "accusato" del Basso De Caro di non essersi adoperato per evitare la fine, anzi, legato alla Rosetta D'Amelio, si sarebbe reso in un qualche modo "complice". L'area della D'Amelio, come ci ha riferito un esponente di "punta" voleva che De Blasio prendesse le distanza da Enzo De Luca, cosa che non sarebbe avvenuta e da lì, la "guerra" portata avanti con i "sempre contrari" dell'area di Gianluca Festa e Francesco Todisco, quest'ultimo uscito dal partito. Questa ricostruzione, ovvero della "complicità" di Del Basso De Caro potrebbe (usiamo il condizionale per eccessivo rispetto delle parti) essere quantomeno verosimile in quanto la "storia ed i protagoniisti" ci ricordano (alcuni nostri riferimenti sono dell'area socialista) che il sannita sostenne la D'Amelio alle Regionali 2015 tanto che, a detta dei nostri interlocutori, ringraziò più volte l'allora Sottosegretario, per l'aiuto, in termini di campagna elettorale, ricevuto. Qualcuno ancora ci ha sottolineato che quando Del Basso De Caro ha cominciato ad "infittire" le sue "incursioni" in Irpinia, ad esempio, Estate 2016 con un incontro a Caposele organizzato da Michele Carluccio, socialista dem, qualcuno/a a quell'incontro non voleva partecipare ed è stato proprio qualcuno della epassata Segreteria a fare in modo che vi prendesse parte proprio per non determinare frizioni ulteriori. Da Caposele è partita la formazione dell'area Del Basso De Caro con la integrazione piena dell'ex "segretario ombra del PD" tanto da arrivare alla spaccatura tra "l'associazionismo dem". Fermiamoci qui. Questo per dire che non ci sono "unti" e nell'area del Basso De Caro c'è più di qualcuno che "grida" contro i "complottisti" dell'altra parte quando erano sulla stessa sponda della D'Amelio (non della sua area però) e qualcuno riteneva Del Basso De Caro, come detto, tra i "politicamente responsabili" di quella fine molto anticipata. La storia la "costruisce" chi vince ma il paradosso è che qui sono tutti "perdenti" soprattutto chi si "issa sul pulpito".  Del Basso De Caro e la D'Amelio i pilastri per la "ricostruzione"? Certamente lo potranno essere ma qualcuno dovrà prendere atto che il "collante" lo si "produce" in Irpinia. Domani il PD si ritroverà al cospetto di David Ermini, Commissario politico: parta da questo "assunto - dato di fatto".

- fero - Summonte - Data 12/03/2018 - Ora 16:33