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Politiche; Alleanze Renzi lancia il quiz e vuole candidati forti Chi in Irpinia?

"Questo grafico (PDF a piè di pagina) spiega molto bene ciò che sta avvenendo in Italia. I governi di destra, incapaci di fare riforme, hanno distrutto l’occupazione.
Il PD, grazie al JobsAct e all’abbassamento delle tasse, ha rilanciato il Paese.
Questo grafico lo spiega meglio di mille discorsi ed è basato sui dati ufficiali, quelli dell’ISTAT.". Matteo Renzi, Segretario nazionale del PD nella sua e-news, numero 503,risponde alle polemiche degli ultimi giorni "compreso" quelle relative agli abbandoni di Angelino Alfano e Giuliano Pisapia. "Peccato che si parli di tutto ma non di questo. Perché da mesi il dibattito politico è avvitato solo sulla questione delle alleanze. Il PD ha fatto e sta facendo un lavoro molto generoso – guidato in modo impeccabile da Piero Fassino – per cercare di tenere aperte le porte a tutti. Adesso che mancano poche settimane alle elezioni, è tempo di partire con la campagna elettorale. Chi vuole starci è il benvenuto e avrà pari dignità. Chi se ne è andato avrà il nostro rispetto. Ma adesso si parte. Rispettiamo chi ha deciso di non essere della partita, ma noi saremo in campo: vogliamo mettere testa e cuore per vincere le elezioni. Perché pensiamo che questo serva all’Italia, non solo al nostro partito. Perché con noi l’Italia è cresciuta, con gli altri no. I giornali di queste ore sono pieni di messaggi sulla presunta solitudine del PD. Sono gli stessi che dicevano che alla Leopolda mi avreste lasciato solo e che non sarebbe venuto nessuno: avete visto come è andata a finire. Alfano e Pisapia hanno deciso di non candidarsi? Non capisco perché se rinuncia Di Battista questo sia un gesto nobile e coraggioso, se rinunciano Alfano e Pisapia questo diventi una ritirata. Sarebbe più saggio avere lo stesso rispetto per tutti e tre. Rinunce o non rinunce, il PD avrà comunque come minimo un alleato al centro e un alleato a sinistra (sembra un "quiz" o un "concorso"). E il contributo di queste liste sarà in molti collegi determinanti per strappare seggi al centrodestra, vedrete. Molti collegi infatti si decideranno sul filo di qualche centinaio di voti. Quello che serve allora è un grande sforzo organizzativo e politico, innanzitutto del PD. Ricapitoliamo.

  • Due terzi dei seggi saranno assegnati su base proporzionale. Tutti i sondaggi sono concordi nel dire che per il primo posto sarà un testa a testa tra Pd e Movimento Cinque Stelle. Per il terzo e quarto posto si sfideranno Forza Italia e Lega. Ma al primo posto o ci sarà il PD o ci sarà il Movimento Cinque Stelle. Per questo dovremo avere sulle circoscrizioni proporzionali candidature forti e credibili. Siamo testa a testa per il primo posto come lista: sono circa 400 collegi alla Camera.
  • Un terzo dei seggi sarà assegnato su base maggioritaria. Il centrodestra sarà unito sulla scheda: loro preferiscono nascondere le proprie divisioni ma mostrarsi compatti. Per questo i sondaggi li fotografano in testa ma il centrosinistra è stimato appena sotto, al secondo posto. Solo terzi i Cinque Stelle. Sono circa 200 collegi alla Camera.

Ecco perché serve, davvero, mettere in campo le candidature migliori, adesso. E un capillare sforzo organizzativo a cominciare dai 61.597 responsabili di seggio (chi vuole dare una mano scriva qui, per favore). Sia chiaro: il nostro obiettivo è l’Italia. Non ci interessano le piccole polemiche, le discussioni, le divisioni. A noi interessa l’Italia. Per questo Sabato 16 Dicembre ci riuniremo a Reggio Emilia con Paolo Gentiloni, molti ministri, molti amministratori, molti volontari. A Reggio Emilia come PD per dire che noi siamo il partito che rispetta il Tricolore, nato in quella città. A Reggio Emilia come PD per ricordare il passato, come abbiamo fatto qualche settimana fa presso la casa dei Fratelli Cervi, ma anche per ricordarci del futuro, pensando a Reggio Children e alla grande battaglia per la scuola dell’infanzia e le nuove sfide educative. A Reggio Emilia come PD in collegamento con mille sedi del PD sul territorio per chiedere a tutti quelli che credono in questa sfida di mettersi in gioco. È tempo di partire, amici. Ovviamente la campagna elettorale sarà l’occasione per lanciare proposte concrete e credibili per il futuro del Paese. Ieri ne ho parlato in questa intervista su Rete4 con Paolo Del Debbio, soprattutto a proposito dello “scaricare tutti, scaricare tutto”. Del resto il bellissimo viaggio in Italia – in ascolto del Paese reale – è terminato ieri, dopo le tappe siciliane e sarde. Un’esperienza davvero affascinante che diventerà nelle prossime settimane un libro e un film. Domani (oggi, NdR), intanto, saremo a Como per partecipare alla manifestazione contro l’intolleranza “E questo è il fiore”. Saranno letture di brani intervallati da musica, senza comizi, ma solo con la presenza di persone che dicono no a ogni forma di violenza e intimidazione. E se adesso siete arrivati sino a qui, prima di chiudere l’email, tornate sull’immagine-grafico che apre l’E-News. Provate a immaginare cosa sarebbe accaduto a migliaia di persone che oggi hanno un lavoro, se non avessimo fatto le riforme di questi anni. E provate a immaginare cosa potrebbe accadere a quel grafico se fosse ancora il PD a governare i prossimi anni. Gli altri si affidano alle promesse e alle polemiche, noi abbiamo dalla nostra i fatti, i numeri. Ecco perché dobbiamo metterci al lavoro, amici. Avanti".

NDR: Da quanto dice, Renzi sembra insistere su "candidature forti" quindi "parlando" di Avellino, Valentina Paris e Luigi Famiglietti, parlamentari uscenti, sono "candidature forti" in termini di seguito, di consenso, di capacità di portare voti al PD? Ha ragione, chi come Enzo De Luca non si "rassegna" e vuole le Primarie per la scelta dei candidati in modo da evitare "posizionamenti" in lista "precostituiti" a Roma, senza conoscere il reale peso sul territorio? Ci sono in Irpinia i "candidati forti"? Chi sono? Sono dentro il PD, l'ex Senatore De Luca, Rosetta D'Amelio, il sannita Umberto Del Basso De Caro (Sottosegretario alle Ingrastrutture ed ai Trasporti) in quanto, ricordiamo, ci sono collegi "Irpinia-Sannio", Carlo Iannace, che qualcuno dice non sia candidabile in quanto "vittima" della Legge Severino che lo tiene fuori ancora da banchi del Consiglio regionale ma su questo "tema" ancrebbe una volta per tutte fatta piena luce in quanto le Leggi debbono essere applicate a sentenza dopo il terzo grado di giudizio e non  dopo gradi "intermedi"  o i "candidati forti" sonoda ricercare fuori? Il Deputato Angelo Antonio D'Agostino è tra questi, certamente ma per il PD è da "chiamare" a far parte della squadra? D'Agostino, ricordiamo, non ha seguito Enrico Zanetti nell'andare con Scelta Civica nell'alveo del centrodestra ma neanche ha deciso di iscriversi al PD (come in tanti davano per fatto nei "vari tesseramenti irpini") ed a noi di cinquerighe dichiarò di non tesserarsi ma che avrebbe aderito al gruppo parlamentare dei "dem" ma anche questo non ha fatto, non ancora, almeno. Potrebbero, inoltre, "ritrovarsi" dentro il PD "candidati forti" provenienti da un "centro deflagrato" come ad esempio qualcuno fuori dall'UdC che è andato col centrodestra?Un segnale delle enormi difficoltà che attraversa il Partito Democratico sia sul fronte interno (nostante il "nuovo" Congresso nazionale dello scorso Aprile) che "esterno" delle alleanze. Renzi non "ama" tanto allearsi (ne farebbe volentieri a meno) ma la realtà è che in il PD (a tal proposito: in quale posizione si colloca visto che Renzi dice di dover trovare un alleato al centro e uno a sinistra? Detta così potrebbe sembrare ai più distratti che il partito stia a destra - con un sorriso, per dirla alla Renzi - ) hanno "necessità come il pane" di trovare "amici e compagni" di viaggio per vincere la sfida delle coalizioni (col centrodestra) e con l'atteggiamento avuto dallo stesso sino ad oggi, gli accordi non sono semplici anche considerando che c'è poco sulla "piazza". 


- Redazione - Summonte - Data 09/12/2017 - Ora 03:18