Crisi del comparto agricolo nel Sannio Campagnuolo, FI invoca Cesaro

Benevento. "Prima di entrare nel vivo della questione della tematica del tavolo (Welfare, occupazione, questione fiscale), sarà necessario ed utile fare tutta una serie di considerazioni su alcuni dati allarmanti che ho avuto modo di visionare. I dati Istat permettono di delineare una situazione drammatica già sotto il profilo della desertificazione, si pensi che dal 2001 al 2015 la popolazione residente è passata da circa 287 mila a 280 mila persone residenti, quindi in 15 anni c’è stato uno spopolamento di 7 mila persone. In Particolare l’andamento negativo si è registrato dal 2011 al 2015, cioè in 4 anni dove vi è stata una perdita di risorse umana di circa 4 mila persone, in prevalenza giovani con formazione medio-alta, che allo stato attuale fanno la fortuna di altri paesi. Ancora, altri dati allarmanti arrivano sul lato della disoccupazione dove in Provincia di Benevento è del 22% e ancora più problematica quella giovanile che si attesta al 54,4% facendo si che la provincia di Benevento sia tra quelle con il più alto tasso di disoccupazione giovanile, tutto questo in netta controtendenza con i dati nazionali”. Così, a margine del suo intervento alla convention Verso gli Stati generali, il Coordinatore Provinciale di Forza Italia Giovani Benevento, Evangelista Campagnuolo. “Il Sannio allo stato attuale non è in grado di trattenere e valorizzare le nostre risorse umane per tutta una serie di caratteristiche che affliggono il nostro territorio. Non esagero se arrivo ad affermare che la nostra Provincia non ha nulla da invidiare ad altre Province più valorizzate in Regione e da questo governo regionale per quando riguarda: Bellezze paesaggistiche, cultura enogastronomica e patrimonio artistico e culturale. Pero’ nonostante tutta questa ricchezza non si riesce né a valorizzarla, né a trasformarla in un richiamo turistico che potrebbe avere effetti positivi su tutti il circuito economico. Prima di parlare di disoccupazione sarebbe necessario fare un passo indietro e guardare come vengono affrontati i problemi in questa Provincia. Cosa hanno fatto le istituzioni preposte per rendere più appetibile e più competitivo il nostro territorio per attirare nuove aziende? Basti pensare che a 2 anni dall’alluvione ci sono stati solo spot elettorali, sfilate in pompa magna ma ad oggi la situazione risulta invariata nonostante gli sforzi dei cittadini e degli imprenditori colpiti. Fino a qualche tempo fa solo 3 azienda avevano avuto ristoro, e da pochi giorni che le aziende che hanno avuto ristoro sono arrivate a 30 , dove altre 30 non sono proprio state ammessa al finanziamento e altre 18 sono state ammesse al finanziamento, ma non lo riceveranno mai per esaurimento dei fondi. Si deve purtroppo constatare che le aziende colpite dall’alluvione, malgrado lo sforzo notevole fatto, stentano a decollare. Alcune hanno dovuto ridurre fortemente la produzione, e qui si ritorna al problema principale cioè la disoccupazione, perché consequenzialmente anche il personale è stato ridotto.Queste aziende per ovvi motivi non riescono a ritornare più ai livelli pre-alluvione. Alcune zone specifiche della Valle Vitulanese e della Valle Telesina fanno i conti con forti disagi: basterebbe dare un’occhiata ai vigneti che fino a qualche anno fa costeggiavano il lato Telesino del Fiume Calore: decine di ettari sono stati lasciati all’abbandono. Così come, nelle zone del Fortore e del Tammaro sono ancora presenti danni tangibili nei comparti della zootecnia e della cerealicoltura. Stiamo parlando della principale fonte di economia del nostro Sannio, qual è il comparto agricolo. Faccio un altro esempio. Il territorio provinciale presenta una morfologia particolare che sembra renderlo inaccessibile e gli interventi per favorire i collegamenti sono stati blandi e piuttosto lenti, posso citare la Fondo Valle Isclero, che dovrebbe collegare il Sannio con le zone dell’Irpinia, del Casertano e con la strada Benevento-Telese-Caianello (con il congiungimento con A16). Vi do un altro dato: i Lavori sono iniziati nel 1987 dal consorzio di bonifica della Valle Telesina e non sono mai terminati. Come si puo’ risollevare un territorio quando mancano i servizi essenziali? Si provi a lavorare sui servizi, sui collegamenti, facciamo in modo che questo territorio non sia isolato e abbandonato a se stesso, facciamo in modo che sia più appetibile a potenziali investitori , proprio come la Nestlè. Si punti sulla vocazione naturale del Sannio, qual è il comparto agricolo e il turismo, si cominci a risolvere i problemi che fino ad ora si è fatto finta di non vedere, aiutiamo a ricostruire chi ha visto travolto da una colata di fango, il lavoro di una vita, diamo una prova tangibile che le istituzioni ci sono sempre. Facciamo in modo che le aree interne abbiano peso in Regione e su questo mi appello all’amico onorevole Armando Cesaroche si faccia portavoce delle istanze del Sannio. Solo cosi poi avremo elementi per parlare di disoccupazione e di proporre soluzioni. Ma prima di allora, mi dispiace dirlo, lo dico da imprenditore, ma saranno solo e soltanto chiacchiere", chiude l'esponente "forzista".

- Comunicato - Benevento - Data 05/12/2017 - Ora 20:08