Politiche e Congresso; PD irpino a “4 ruote” ma solo una “motrice”, De Luca

Avellino. Il Partito Democratico irpino si muove su di un “terreno sconnesso” da un bel pò di tempo e la “colpa” è di chi ne ha avuto la responsabilità dal 2014, quindi non solo del Direttorio. Ma cosa sta accadendo da un mese e mezzo a questa parte, ovvero dall’avvento di David Ermini quale Commissario politico? Sembrava che ad essere “favorita” da questa “nomina romana ”fosse o dovesse essere l’area legata al Sottosegretario alle Infrastrutture ed ai Trasporti, il sannita Umberto Del Basso De Caro ma così non è, anzi, si trova  piuttosto spiazzata dal come si sta muovendo il toscano il quale ha affiancato a sé stesso, due “sub”, Giuseppe Di Guglielmo e Mario Pagliaro, rispettivamente, presidente e membro della Commissione per il Congresso (Straordinario che si sarebbe dovuto tenere entro il 24 Settembre) prima del Commissariamento ad Acta di Luglio (Tesseramento e Congresso ordinario previsto entro e non oltre il 29 Ottobre, ed invece siamo ancora qua) legati ai parlamentari Valentina Paris e Luigi Famiglietti, la qual cosa non “spiegata”, avvenuta ad insaputa di una grandissima fetta di dirigenti ed iscritti; Un “agire”, indipendentemente dalle due nomine, contestato sia dagli stessi “decariani” che soprattutto dall’area che fa riferimento ad Enzo De Luca ed è proprio il “muoversi” dell’ex Senatore che “desta domande”. Perché appena dopo la “seconda nomina” di Ermini si è defilato dal Direttorio comprendente i due deputati e Rosetta D’Amelio, Presidente del Consiglio regionale? Perché spinge perché il Congresso si tenga in tempi brevi? Cosa ha “fiutato”? Ha delle “paure”? Non crediamo in quanto come abbiamo scritto qualche giorno fa la sua area è in forte ascesa e non era poi così “debole” come qualcuno pensava o auspicava. Quali certezze lo spingono, di fatto, ad attaccare frontalmente il Commissario che sembra voler provvedere ad una rapida verifica del contestatissimo tesseramento avvenuto in meno di 72 ore a Settembre ed a questo punto va chiesto allo stesso Ermini perché non si è potuto procedere velocemente ad inizio Ottobre? De Luca da quanto ci ha dichiarato si potrebbe ben dedurre che non fa più parte dell’area di Dario Franceschini, ex Segretario nazionale ed attuale Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ma si dichiara “renziano”, come del resto lo sono tutti e non lo è nessuno; sembra ci siano stati avvicinamenti con il Ministro per lo Sport, Luca Lotti, del “giglio magico, al quale qualcuno ci ha riferito he anche la D’Amelio avrebbe avuto un “abboccamento” ma he non sarebbe andato in porto. De Luca sa molto bene di essere tra i pochissimi (una manciata scarsa” in grado di “portare voti” al PD e “visto” che il Partito sembra sempre più sprofondare nei sondaggi, qualcuno, lo stesso Renzi sembra convincersi che “piazzare” solo i “fedelissimi” sia, non tanto viatico di una sconfitta certa, quella sembra oramai inevitabile, ma “causa” di uno “sprofondamento” ulteriore che in Parlamento renderebbe il PD marginale, quindi non in grado di “pesare” nella formazione del Governo, che se le “previsioni” di oggi dovessero confermarsi in Primavera vedrebbero il centrodestra vincere in crescendo ed il Movimento 5 Stelle quale seconda forza con, con una “condizione” che escluderebbe il PD dalla possibilità di essere chiamato a Palazzo Chigi e come nemmeno di “giocare un ruolo di peso” in un Esecutivo di larghe intese.  Questo farebbe immaginare, con poco margine di errore che De Luca punti ad una candidatura e ne avrebbe “ben donde”; Il Senato sarebbe il “posto” al quale più che ”puntarci”, dovrebbe essere candidato in quanto, per il “discorso” fatto sino ad ora, occorre chi in grado di trainare il PD e rispetto a Famiglietti che ha l’età mentre non ce l’ha la Parsi (40) ha sicuramente una forza non paragonabile. A questo punto, nonostante i “movimenti” di Ermini potrebbero fare ipotizzare che le due riconferme siano cosa fatta in realtà qualche dubbio comincia ad esserci. Mantenere gli equilibri interni nazionali (Ordini, Renzi, Lotti) con nomi che rischierebbero di non venire rieletti, non servirebbe a nessuno, a cominciare dai tre ed quindi probabile che da Roma guardino ad Avellino con “punti di domanda” e minori certezze (anche se pare evidente che il PD irpino tutta questa “considerazione”, politica non l’abbia). Abbiamo detto del PD provinciale a “quattro ruote con una sola motrice”, De Luca con l’area Del Basso De Caro in fase di “riflessione”(area che sta cercando, negli ulimi giorni, sperando che non sia troppo tardi,  di indossare il “biancoverde” e svestire o quantomeno tenere “nascosto” il “giallorosso” con le altre due aree, quella della D’Amelio, “da sempre” piuttosto silenziosa e di Gianluca Festa, consapevole dell'essere stato riconosciuto quale "area" dai "piani alti" sapendo tutti che "Mr Davvero" potrebbe avere un “piano B e C” in quanto puntando alla candidatura a sindaco lavora ad un nuovo PD ed ad un PD che non lo ostacoli.

- Redazione - Avellino - Data 22/11/2017 - Ora 13:20